noi bimbi atomici / we atomic children (2001-2011) part. I


I
.noi bimbi atomici
.we atomic children

II
noi bimbi atomici e la nostra istruzione di fare quello che vogliamo. la nostra programmazione, la nostra ora, vendetta; e mai muore ciò che attende e col passare degli eoni anche la morte può morire. siamo consapevoli di essere dei perduti; noi e i nostri culti atomici di analisi e disintegrazione, armi di robots e punkbimbi di Kiev.
cresciuti, già nati, con la paranoia nucleare: ricordi dei 13 anni e delle idee di nomi per gruppi pop tipo atomicgeneration. paroleprofetiche. siamo oltre battuto e beato. potete osservare da voi stessi il decadimento del senso del peccato, la crescita dell’innocenza e dell’irresponsabilità, modifica d’istinto riproduttivo, tendenza al bisessuale, all’ermafroditico, e fiducia infantile nel progresso, e paura di catastrofi ma in fondo neanche troppa. non è né colpa né merito, ma tipo un’incursione di influenze extraterrestri nell’ondavitaumana. c’è oltre e altro. tanto imparato dalla vita; saggezza stellare, è già saggezza testamentaria

we atomic children and our induction to do whatever we want. Our conduction, our time, revenge; and it never dies what awaits and with the flow of aeons even death can die. We are aware of being lost ; we and our atomic cults of analysis and disintegration, robots’ weapons and Kiev’s Punkinder. grown up, born already in nuclear paranoid: memories of when we were thirteen and of possible names for pop groups such as atomicgeneration. Wisewords. We are beyond beaten and blissful. You can see with your own eyes the sense of sin falling down, innocence and irresponsibility growing, a modification of the reproductive instinct, a tendency to bisexuality, to whatever hermaphrodite, and a childish faith in progress, and fear of catastrophe though not so much after all. it’s neither a fault nor a merit, but rather something like e.t. influences taking over the humanlifeflow. Even more and over. Much learnt from life; star wisdom, is already testamentary wisdom.

IV
poesie le si scrive per farsi baciare.
grande suono tibetano come su nastro; e naturalmente non è che illusione nei tuoi occhi, Allen, il nostro duemila. gioventù assolata verso la ruga lunare. siamo con te nella fumeria d’oppio, siamo con Einstein sul ghat crematorio. riuscivi ad immaginarti ciò che siamo? registratori eccentrici vogliosi di mani d’estranei in un terra desolata. terra desolata ma c’è molta vita nell’universo, c’è altra vita, altre forme di vita e noi sempre a spacciarci per una di esse. e li avevamo convinti: ipnotizzatori, ode all’ipnosi, hello i love you dance, no fun ma babe no fun weekends.
i bravi cittadini americani diventano pistoleros surrealisti soprattutto sul posto di lavoro e in famiglia: buon compleanno ad Andy Wharol e alla bomba su Hiroshima, qualche mese dopo a Nag Hammadi furono trovati vangeli gnostici. ed ora impazza lo gnostikopunk!

Poetry we write it to get kissed.
big Tibetan sound like on a tape; and obviously it’s no more than delusion in your eyes, Allen, our twothousand. sunny youth towards lunar wrinkle. we are with you in the opium den, we are with Einstein on the crematory ghat. could you imagine what we are? eccentric recorders longing for strangers’ hands in a waste land. waste land but there is plenty of life in the universe, there is other life, diverse forms of life and we, always pretending to be one of them. and we had even convinced them: hypnotisers, ode to hypnosis, hello i love you dance, no fun ma babe no fun weekends.
good American citizens become surrealist pistoleros especially at their workplace and in the family: happy birthday to Andy Wharol and to the atomic bomb on Hiroshima, some years later in Nag Hammadi, gnostic gospels were found. and now gnostikpunk is in full swing!

VI
il sole bacia i belli.
parlando dadaismo e camminate beatnik, ed ogni venerdì il cioccolato bianco; e se al sabato a pranzo veniva chiesto il perché del parlare veloce si rispondeva per dire più cose, e qualche madre diceva bella risposta.
viaggi o roba scritta, d’estate; sospiri bloccati di Vienna Miller in docce danesi poveri a Budapest e paranoici a Praga sesso da barricate e gatti polacchi.
crediamo nella magia delle canzoni d’estate sulle 15enni, bellezza disarmante gratuita sovversiva della danza. unknown pleasures. ondemaldoloriane, sudore minorenne techno da spiaggia, la rivoluzione sarà psichedelico-sessuale o non sarà. invisibili e sexy e creare situazioni e degli antifurti solo il suono è bello; il corpo in strane posizioni, braccialetto brasiliano al polso e pietra al collo.
in depositi di carcasse, scambi di pillole, filtri rosa, ultrasuoni lungo sentieri impervi. la telefonata di gennaio su come la si sentiva la fine della civiltà, la richiesta di un po’ d’hashish (prasad) per il ritorno in treno a Bologna.
la notte dell’apocalisse nel cesso piccolo a falsificare la firma di nostro padre; tossici buddisti pirati, in dadantesco inferno. berremo latte al cioccolato, laboratorio di scrittura, urgenti di donne e lettidisfatti, posacenere sporchi, quasi. cult disaster movies, piro(l)ettare bene come unica ossessione quotidiana, arredamento di nuovi edifici che crollano. prego confrontarsi con le foto dei prigionieri sul muro; dire parolacce è inevitabile in guerra, ma dopo il primo omicidio gli altri sono più facili.
servizio del tg3 sulle crisi di coppia estive: giovani dark in perpetuo funerale dell’ora, insultano in tutte le lingue, come da copione fronte sudata occhi di troppa luce parlare veloce e non accettare critiche. ganci sulla pelle, momento leopardiano, Leopardi detournato, ottimismo cosmico, anche artificiale. soprattutto ai funerali ci ripetevamo di giustificare il mondo solo esteticamente.
un sottovalutato Fellini psichedelico disturbato da una violenta banda dai crani buddisti rasati. ancora uno sforzo!
basta con il vanto del ghigno inseguitore il nostro aver parlato dei massacri etnici dentro di noi. skinknowledge della macchina totalitaria. non c’è fisioterapia né psicoterapia che regga in tensione blot und boten da fila della spesa. noi più belli di un Kandinskij: tuono mente perfetta, tuono heavymetal.

Sun shines on beauty.
Talking dadaism and beatnik walks, and white chocolate every Friday; and if on Saturday at lunch somebody asked the reason for talking fast the answer would be to speak more, and some mother would say good answer.
trips or written stuff, in summertime; blocked sights of Wienna Miller in Danish showers beggars in Budapest and paranoids in Prague sex in barricades and Polish cats.
we believe in the magic of summer songs on fifteen girlies, disarming free subversive beauty of dance. unknown pleasures. maldolorianwaves. juvenile techno seaside sweat, the revolution will either be psychedelic-sexual or it won’t be. invisible and sexy and creating situations and burglar alarm only the sound is good; the body in odd positions, Brazilian bracelet around the wrist and a stone around the neck.
in stores of carcasses, pills exchanges, pink filters, ultrasounds along steep walks. a phone call in January on how we felt about the end of civilisation, the demand of some hashish (prasad) for the train trip back from Bologna.
the night of the apocalypse counterfeiting our father’s signature in the small bathroom; toxic Buddhist pirates, in dadante’s hell. we’ll drink chocolate milk, writing workshop, urging women and untidybeds, dirty ashtrays, almost. Cult disaster movies, pirou(l)etting well is the only daily obsession, refurnishing new falling buildings. Please compare yourself to the photographs on the wall; swearing is inevitable at war, but after the first killing the following are easier.
a story seen on tg3 about couples splitting up in summer: young goths in a neverending funeral of the present, insult in every language, obviously with a sweating forehead eyes too lit up fast talk and bothered by criticism, hooks on the skin, Leopardian moment, detourned Leopardi, cosmic optimism, even artificial. especially at funerals we would repeat ourselves to justify the world in purely aesthetic terms. an underrated psychedelic Fellini harassed by a violent gang of buddhist shaved heads. just a little more effort!
enough with the boast of the sneer following our talks of the ethnic massacre within us. Skinknowledge of the totalitarian machinery. There’s no physiotherapy nor psychotherapy for the blot und boten tension from shopping cue. We, more gorgeous than a Kandiskij: thunder perfect mind, heavymetal thunder.

VIII
splendido splendente e simbolo dell’infinito.
già anni fa a chiederci cosa volesse da noi Ermete Trismeghisto, soffiando via tabacco dal volto del cristo di Scorsese; la città pare impossibile, assurda come il sentire odore di saliva sulla pelle, come a/traversare le galassie ferite, nuovi sguardi da conquistare con girotondi smarrimenti.
una ragazza chiede a un gatto di uscire da sotto una A112, una fetta di torta cinese con augurio di buona fortuna e lunga vita, occhi mongoli di un bambino che ascolterà canzoni melodiche popitaliane; tutto è piega, si piega, alla riscossa stupidi che il fiume è in piena, uccide più della peste la paura della peste.
una bambina che si allaccia le scarpe segna l’inizio di un’alta marea, le cascate scendono dalle montagne e l’acqua scorre in posti pubblici. e poi il fuoco.
questa paura nei nostri confronti è poetica, la paura è poesia maligna, spiriti maligni; lo spirito gioioso scrive alla luce della tv, con la gola secca e paranoie sul bere. chi ha paura non sa cosa si perde, non è nomade fra i canali radio. noi ci culliamo perché sentiamo i venti.
il fiume scorre rugoso, e stronza preoccupazione karma di non uccidere formiche e sporcizia zen sui libri, più rugoso scorre il futuro di eterni parcheggi e consigli di sbirri, leggendo il firmamento.
i poeti vivono sempre in carcere, scrivono su carta da culo. muoiono di cancri al culo (dopo continui elettroshocks, una cinquantina almeno), e in campi di sterminio: come Desnos, esperto come Parsifal in canto d’uccelli. prego di incenerirmi. disgusto.
il corpo: prigione di poeti in partyorgiastici da trattare a colpi di frusta!
ecco l’impero alla fine della decadenza: la sirena come a Tangeri (summer 1961 era volgare), sesso tantrico fra guardierosse mancine maodadaiste e monaci della pazzia santa, danze zigzag di nettare, il gusto come autodifesa, scontri di piazza per la rimozione della salma di Lenin, guerriglia urbana per la rimozione della salma di Tzara, recite scat nei manicomi, coiti fra punx di Mosca di buone letture e lesbiche islamiche, sadhu danzano hardcore psichedelico californiano, la GNOSI AI METALKIDS!, filtrini con calendari di santi da portafoglio, sciamane spacciatrici s/m dominano scugnizzi a New York.
sempre sapore di bruciato in bocca.
si scrivono solo saghe.
e tu, che fai di sabato in questa città?

Brilliant bright and the symbol of infinite.
Years ago already asking ourselves what Ermetes Trismeghisto wanted from us, blowing tobacco away from the face of Scorsese’s Christ; the city looks impossible, absurd just like smelling spit on the skin, like a/crossing wounded galaxies, new glances to conquer with ring-around-a-rosy-like dismays.
a girl asks a cat to come out of underneath a A112, a slice of chinese cake with good and long life omens, mongolian eyes of a child who’ll be listening to melodic italianpop songs; everything is bent everything bends, to the rise, you stupid the river is big, the fear of the plague kills more than the plague.
a little girl lacing her shoes marks the beginning of another flood, waterfalls down from the mountains and water flowing in public places. then fire.
this fear of us is poetic, fear is evil poetry, evil spirits; the gay spirit writes at the light of the tv, dry throat and drinking paranoids. the frightened don’t know what they are missing, not wandering around radio channels. we swing because we feel the winds.
the river flows wrinkly, and bloody karma worry not to kill ants and zen filth on the books, even more wrinkly flows the future of eternal parking and cops’ advice, reading the firmament.
poets always live in jail, they write on ass paper. they die from ass cancers (after continuous electroshocks, fifty at least), and in extermination camps: like Desnos, an expert of like Parsifal. please burn me up to ashes. disgust.
the body: poets’ prison in orgiasticparties to be treated with whiplashes!
here’s the empire at the end of its decadence: the siren like in Tangeri (summer 1961 vulgar era), tantric sex between maodadaist left handed red guards and monks of the holy madness, zigzag nectar dances, taste as self-defence, square riots for the moving of Lenin’s remains, urban guerrilla for the moving of Tzara’s remains, scat plays in the madhouse, coiti among Moscow punx of good reatdings and islamic lesbians, sadhu dancing Californian psychedelic hardcore, GNOSIS TO METALKIDS!, filters made out of wallet sized calendars with saints on, shaman s/m women pushers dominate Neapolitan urchins in New York.
always burnt taste in the mouth.
only sagas being written.
and you, what do you do on saturdays in this city?

XI
noi bimbi atomici
disegnando strane bestie ed insoliti paesaggi, stiamo proprio esagerando. ne siamo fieri, non possiamo fare altro.
proprio di eccedere, giuriamo
noi bimbi atomici

we atomic children
drawing strange beasts and unusual landscapes, we are really exaggerating. We are proud of it, can’t do otherwise.
To really eccede, we do swear
We atomic children.

Da .noibimbiatomici (2001)

Traduttore giapponese cercasi. Scrivici qui, anche se interessato a una copia del volume: maledizioni@gmail.com